Le recenti previsioni autunnali della Commissione europea sono state accolte nel nostro Paese con una diffusa preoccupazione circa la contenuta crescita economica italiana attesa per quest’anno e per il prossimo biennio 2026-2027. Timori forse eccessivi visto che si tratta solo di previsioni (che spesso in passato si sono rivelate sbagliate) e considerato che, nonostante un 2025 in rallentamento, l’Italia conserva la più forte crescita post-Covid tra i quattro Paesi europei del G7.
I dati dell’Italia sono stati giudicati deludenti in confronto alla previsione di una superiore dinamica media europea ed in particolare della Spagna, presa da molti a modello di riferimento in quanto ritenuta dotata di diversi fattori competitivi vincenti.






