Tra una parata e uno scudetto, il primo amore calcistico-televisivo. Lorenzo Buffon, morto oggi nel suo Friuli a un passo dai 96 anni, è stato uno dei più grandi portieri italiani. E soprattutto ha attraversato un'intera epoca d'oro del calcio di serie A. Era quella del Milan del Gre-No-Li col quale vinse quattro scudetti tra '50 e '59, dell'Inter di Helenio Herrera che gli diede il quinto titolo nel '63, e della nazionale. In azzurro indossò per cinque volte la fascia di capitano, dividendo la stanza dei ritiri con Giampiero Boniperti e partecipando alla sfortunata spedizione al Mondiale '62, che ne decretò anche la fine della carriera azzurra.
Gli ingredienti per un romanzo calcistico d'altri tempi ci sono tutti, insomma, per il portiere lontano parente di Gianluigi, futuro n.1 azzurro campione del mondo nel 2006: Lorenzo era infatti cugino di secondo grado del nonno di Gigi, Armando, anche lui portiere (anche se solo sfiorando la A), a conferma che il nome era una sorte di destino. Ad arricchire il quadro del romanzo di Lorenzo Buffon, le nozze con Edy Campagnoli nel 1958. Era l'Italia del boom, il calcio era sport di popolo più che di campioni milionari; ma quell'amore tra il portiere e l'attrice di fotoromanzi divenuta volto noto in tv con Lascia e Raddoppia conquistò le prime pagine dei rotocalchi, e il gossip casto del tempo. «L'abbiamo conosciuta signorina, la lasciamo signora, speriamo di ritrovarla mamma», disse della sua valletta Mike Bongiorno prima delle nozze, immortalate da foto di lei col velo bianco e lui vestito di nero, come quando indossava la maglia tradizionale di ogni portiere del tempo. Iconico lo scatto della coppia che spegne le candeline della torta, due sorrisi semplici di un'Italia felice. Buffon raccontò che si erano conosciuti dopo che Edy andava allo stadio a vederlo piazzandosi dietro la sua porta; le prime uscite tra la nebbia di Milano solo dopo le nozze, per non farsi notare dai tifosi.










