La violenza nei confronti delle donne si può declinare in molte forme, troppe, tutte catalogate dal linguaggio che è uno dei mezzi attraverso cui si può segnare, anche definitivamente, la vita di qualcuno.

Lo documenta in modo significativo uno strumento assolutamente innovativo come 'Il dizionario di genere.

Definizioni e relazioni per la comprensione dei fenomeni sociali legati al genere', della editor, saggista e imprenditrice culturale Marzia Camarda, dove la parola 'violenza' assume moltissimi significati. C'è la violenza assistita, la violenza bidirezionale, la violenza carnale, il ciclo della violenza, la violenza collettiva, e la violenza di genere, la violenza digitale e quella informatica, la violenza domestica e quella economica, l'estetizzazione della violenza, la violenza intragenere e quella istituzionale, la violenza machista, la violenza maschile contro le donne, la violenza mediatica, la violenza medica, la normalizzazione della violenza, la piramide della violenza, la violenza psicologica, la violenza sessuale, la violenza simbolica, la violenza verbale, la violenza vicaria. Quello della violenza è senza dubbio un nodo intorno al quale ruota la diseguaqlianza tra uomo e donna che, quando si avvicinano e toccano, fisicamente e verbalmente, o solo via social, possono creare purtroppo anche forme drammatiche di interazione che sconfinano o degenerano nello scontro, troppo spesso anche mortale.