Ventotto punti, poi ventiquattro, poi diciannove.
Tre piani di pace per l'Ucraina elaborati in momenti diversi, in luoghi diversi, con registi diversi.
Tre piani che sono ancora un work in progress e che, difficilmente, a stretto giro si fonderanno in un solo testo ufficiale. Ma, è già a partire dalle bozze che appaiono chiari alcuni dei nodi principali che Usa, Ue e Ucraina saranno chiamati a sciogliere. Si tratta di punti dirimenti che non riguardano solo l'integrità del territorio di Kiev ma anche il contesto di sicurezza che in cui l'Europa sarà chiamata a trovarsi.
* LA SOVRANITA' DELL'UCRAINA. E' in questo capitolo che rientrano due punti fondamentali sul quale dovrà svilupparsi il negoziato. Il primo è la questione territoriale. La proposta iniziale di Donald Trump prevedeva che Kiev cedesse alla Russia una quantità di territori maggiore di quella effettivamente occupata dai russi. Irricevibile per l'Ucraina e l'Ue. Nella controproposta si sottolinea che i negoziati debbano partire dalla linea di contatto sul fronte. Ma non si fanno elenchi, rimandando la questione a un secondo momento. E partendo da un principio: "Nulla si decide senza Kiev". Da qui, ad esempio, partono i dubbi anche sulla possibilità, indicata da Trump, che l'energia della centrale di Zaporizhzhia sia distribuita equamente tra Russia e Ucraina.












