Una girandola d'incontri, vertici e contro vertici, tra Svizzera, Sud Africa e infine Angola.
Poi la svolta. Il piano a 28 punti su cui lavoravano Usa e Russia, passato alla stampa non si sa bene se dai russi o dagli americani (ci sono fonti contrastanti al riguardo), è stato 'asciugato' dai negoziatori riuniti a Ginevra ed ora consta 19 articoli, a quanto pare ben più potabili sia per l'Ucraina che per l'Europa.
La direzione è "positiva", ma ci sono ancora delle "questioni da risolvere", ha sintetizzato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa dopo il vertice Ue straordinario a margine del summit Ue-Africa a Luanda. Certo, l'incognita alla fine è sempre la stessa: Mosca cosa farà una volta ricevuto il piano debitamente aggiornato? "Abbiamo sentito del piano europeo, che a prima vista è completamente non costruttivo e non ci sta bene", ha ad esempio commentato Yuri Ushakov, il consigliere di Vladimir Putin per gli affari esteri. "C'è un sacco di tutto, più un sacco di diverse speculazioni, e non è chiaro a chi bisogna credere", ha aggiunto. Si potrebbe obiettare che è esattamente come è iniziata questa storia, con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, che a un certo punto si è contraddetto persino sul coinvolgimento o meno degli Stati Uniti nella redazione del canovaccio originale.














