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I negoziati tra Usa, Ucraina e Russia avanzano su territori, sicurezza e uso degli asset russi, mentre Ue e Nato ridefiniscono il quadro politico. Restano nodi delicati che possono far saltare l’intesa
I negoziati di Ginevra e Abu Dhabi. In mezzo, una miriade di colloqui telefonici, riunioni in videocall e il vertice straordinario dei leader Ue a Luanda. L'evoluzione del piano da 28 punti inizialmente ingegnato da Donald Trump per la pace in Ucraina è stata rapida, nonostante le diverse latitudini alle quali si è sviluppata. Tutto è in fieri e, anche l'ultima bozza del piano – da 19 punti e alla base degli incontri emiratini tra Usa, Ucraina e Russia – potrebbe essere superata a stretto giro. Ecco i principali punti attorno ai quali ruota la difficile, ma non più impossibile, buona riuscita dei negoziati.
Le robuste concessioni alla Russia incluse nel testo "firmato" Steve Witkoff e Kirill Dmitriev sono sparite. I negoziati partiranno dalla linea di contatto del fronte e solo in un secondo tempo. Nella controproposta europea si prevede comunque che Kiev "si impegna a non recuperare il proprio territorio sovrano occupato con mezzi militari". Sparisce dal piano iniziale anche il "congelamento" della sovranità su Kherson e Zaporizhzhia sulla linea di contatto.







