Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La tregua annunciata dal presidente Usa si limita a Kiev fino a domenica, mentre i raid russi continuano altrove. I negoziati di Abu Dhabi restano incerti e il Donbass blocca ogni compromesso
La tregua annunciata da Donald Trump sugli attacchi russi in Ucraina si ridimensiona e prende contorni più ristretti. Dopo le dichiarazioni del presidente americano, che aveva parlato di una sospensione di una settimana concordata con Vladimir Putin, il Cremlino ha chiarito che lo stop riguarda esclusivamente la capitale Kiev e resterà in vigore fino a domenica 1 febbraio compresa. La decisione, ha spiegato il portavoce Dmitry Peskov, è stata presa “su richiesta della Casa Bianca” per “creare condizioni favorevoli ai negoziati” con la controparte ucraina, attesi – salvo cambiamenti – ad Abu Dhabi.
La precisazione russa ha alimentato una certa confusione sulle reali dimensioni della tregua. Alla domanda se Mosca rispetterà lo stop, Peskov ha parlato di un “appello personale” di Trump, mentre le agenzie russe hanno fornito letture divergenti: per Ria Novosti la Russia avrebbe accolto la richiesta americana, per Tass si tratterebbe solo della conferma dell’iniziativa statunitense. Trump, dal canto suo, si è detto fiducioso, riconoscendo però che Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “si odiano”, elemento che rende “molto difficili” i colloqui, pur lasciando intravedere la possibilità di un accordo.






