Nelle storie di moltissimi cuochi (grandi o meno, famosi o meno) c'è spesso una mamma, oppure una nonna, una zia, nel ruolo involontario di musa ispiratrice, i primi passi in cucina come gioco, divertimento, emulazione per sentirsi grandi e, infine, fonte di ispirazione. Lionello Cera non fa eccezione: chef e patron dell'Antica Osteria Cera di Lughetto di Campagna Lupia (Ve), nascosta (eppure la conoscono tutti) nella campagna fra Chioggia, Venezia e la Riviera del Brenta, due stelle Michelin (confermate proprio qualche giorno fa nella edizione 2026 della guida) e una reputazione che oltrepassa i confini della provincia e della regione, "Lio" da mamma Silvana ha imparato molto: «Certo, era un altro mondo, si preparavano cose semplici, si cucinava solo la domenica, poi anche il sabato, ma come cuoco la lezione è stata quella dell'uso delle materie prime e la passione per i prodotti del mare, del resto mio papà pescava, mia nonna aveva un banco di pesce, per cui non era difficile avere il meglio. E in più papà curava anche l'orto».
Cera, che guida l'insegna con il fratello Daniele e la sorella Lorena (da poco nella squadra c'è anche il nipote Pietro), era appena nato quando il papà, che vendeva per le strade, in bicicletta, portava a Silvana (originaria di Vicenza, dove gestiva un piccolo locale) il pesce da friggere e da offrire a chi si fermava per una pausa nella fiaschetteria (una damigiana in mezzo alla stanza, qualche cicchetto al mattino, la frittura nel pomeriggio) inaugurata nel 1967, riconvertendo la stalla del nonno: l'osteria e Lionello, curiosamente, sono nati a poca distanza di tempo, lui appena un anno prima.






