C’è chi la definisce «dedizione alla veneta». Detta così suona come una ricetta, ma effettivamente è quello l’ingrediente più importante nell’autentica cucina regionale, tramandata da generazioni con abnegazione e operosità. Qualità umane, da cui poi originano quelle professionali, che appartengono alla storia personale «della Oriana», come la chiama affettuosamente Arrigo Cipriani, il patron del leggendario Harry’s Bar di Venezia e imprenditore “glocale” della ristorazione.

La signora Oriana è una figura ormai di riferimento alla trattoria “da Procida”, un’istituzione del gusto in Veneto, dove lavora come cuoca esattamente da 50 anni («il mio primo giorno di lavoro qui fu il 28 ottobre del 1975, ero una ragazzina, avevo 15 anni»), e di cui è anche la proprietaria, avendo sposato Andrea Procida con cui conduce tuttora il locale nella frazione di Spercenigo, a San Biagio di Callalta. Lui è il figlio degli storici proprietari Giorgio e Malvina, icona della cucina trevigiana. Nei decenni questa trattoria è rimasta sempre identica, inoltre Oriana e Andrea, affiancati in sala dalla preparatissima e appassionata figlia Martina, e dai fratelli Giorgia e Marco, continuano la tradizione di famiglia proponendo ai clienti i piatti semplici di campagna, quindi, «i ravioli fatti in casa di verdure e carne», elenca Oriana, «la trippa, l’ossobuco, i bolliti, gli arrosti, il coniglio al forno con verdure, pasta e fagioli, i paccheri con sugo al ragù d’anatra».