«Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza»: questa raccomandazione di Antonio Gramsci mi ha folgorata al secondo anno del liceo classico, età dell'oro della mia vita, con insegnanti generosi e magnifici. Quella frase è diventata il mio motto prediletto, la mia stella del nord, la mia forza nelle molte difficoltà di una vita professionale spesso fuori dal coro, soprattutto sul fronte della terapia ormonale sostitutiva per la menopausa.

Fronte su cui sono rimasta quasi da sola, in trincea, per 23 lunghissimi anni. Continuare a istruirmi, a studiare, ad approfondire, a coltivare un pensiero indipendente radicato nella prima evidenza clinica, la verità del corpo, aggiornandomi sulla fisiopatologia, sull'endocrinologia, sulla medicina interna, oltre alla ginecologia e all'oncologia, in cui sono specializzata, per cercare di scegliere il meglio per le mie pazienti, mi ha dato coraggio e competenza, fuori dal coro. E sostanza di cura: fa la terapia ormonale sostitutiva, con molta soddisfazione, l'87% delle mie pazienti, anche oltre gli ottant'anni, se desiderata e in assenza di controindicazioni, contro il 5,3% della media nazionale.

Questi dati parlano da soli. E quante donne medico fanno la Tos? Il 37-56% in Italia (fino a dieci volte la media nazionale!), 41-55% nel Regno Unito e 47% negli Stati Uniti, con percentuali nettamente superiori alle rispettive popolazioni generali. E quante laureate? In Italia, Europa e Stati Uniti, le donne con alto titolo di studio fanno la terapia ormonale sostitutiva fino a 4 volte di più rispetto alle donne con titolo di studio basso, come dimostrato da numerosi studi epidemiologici. Chi è più istruita, la fa. E vive meglio, più a lungo e con più luminosa salute.