Non è mai troppo tardi. Anche quando gli anni del diploma sono lontani e nel frattempo sono spuntati capelli bianchi, figli, un lavoro. Sono sempre di più gli “anta” negli atenei italiani. E cioè gli studenti ultra quarantenni che varcano per la prima volta, o per la seconda, le porte dell’università. C’è chi lo fa per sé stesso, nel tempo ritrovato del pensionamento o per riaccendere passioni chiuse temporaneamente in un cassetto; chi è spinto invece dalla carriera, da un avanzamento professionale; chi per aggiornarsi, in cerca di punteggi aggiuntivi o titoli nei concorsi; chi vuole reinventarsi; chi sogna un nuovo inizio e ricomincia dai libri.
Esami universitari a distanza, le regole della Privacy: no a dati biometrici e localizzazione
di Aldo Fontanarosa
18 Aprile 2026
Dieci anni fa erano 61.552 gli iscritti con quarant’anni o più, il 3,7 per cento della popolazione accademica. Nel frattempo sono più che raddoppiati e oggi l’ufficio statistico del ministero dell’Università e della Ricerca ne conta 133.079, il 6,4 per cento del totale degli studenti. Anche scremando i numeri dai dati delle telematiche, che attirano soprattutto adulti, restano quasi 20mila studenti over 40 che hanno scelto di tornare tra i banchi negli altri atenei.






