Come ogni estate, questi sono i giorni in cui migliaia di studenti che hanno terminato la Maturità e decidono di iscriversi all’università, sono alle prese con la scelta tra i vari corsi di laurea offerti. E come ogni anno, da molto tempo a questa parte, si segnala ai fini occupazionali un disallineamento tra competenze richieste e ciò che il mercato del lavoro cerca. Niente di nuovo, direte.
Ma quest’anno la scelta cade in un momento particolare, nel pieno di due «scosse telluriche» globali: a) l’irruzione massiva e travolgente dell’Intelligenza Artificiale (un anno fa Meta e Google in questo settore erano quasi assenti, oggi sono protagoniste con i loro servizi); b) il «nuovo ordine mondiale» che la presidenza americana ha impresso in soli sei mesi di mandato, un periodo che a noi serve a discutere un disegno di legge o una legge finanziaria, decreto milleproroghe compreso.
Perché questi due fenomeni sono in qualche modo correlati alla scelta dei giovani verso l’università e non solo?








