Il provvedimento del tribunale dei minorenni di L’Aquila con cui è stato disposto l’allontanamento dei tre bimbi dalla “famiglia nel bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti, non ha suscitato solo un grande dibattito pubblico e un acceso scontro tra il governo e la magistratura, ma anche una serie di violenti insulti e minacce rivolti soprattutto alla presidente del tribunale, Cecilia Angrisano. Sui social si è così scatenata una vera e propria caccia alle streghe con tanto di indirizzo, numero di cellulare e mail per rintracciare la giudice che ha firmato l’ordinanza di allontanamento dei piccoli dalla casa in cui vivevano con i genitori Nathan e Catherine.
«Lei è un’emerita c...ona», si legge in uno dei tanti commenti comparsi su Facebook nelle ultime ore. «Il tribunale dei minori è una fossa piena di vermi», ha scritto un altro utente. E ancora: «Che abbia incubi tutte le notti senza mai avere riposo, per la decisione che ha preso senza cuore di togliere i bambini a una famiglia amorevole e agli animali che loro amavano». A corredo degli insulti e delle minacce che aumentano con il passare delle ore, molto spesso, la foto della presidente. A intervenire in difesa della giudice la Giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati di L’Aquila che ha espresso «apprensione» per «la campagna d’odio mediatico scatenata nei confronti della presidente del tribunale, bersaglio di ingiurie e di intimidazioni». «Ricordiamo, ancora una volta, che il rispetto delle competenze e della separazione dei poteri costituisce il fondamento dello stato democratico - ha concluso l’Anm - La Ges di L’Aquila è sempre al fianco dei magistrati impegnati nella tutela dei cittadini». Una vicenda, quella delle minacce e degli insulti alla presidente, che probabilmente avrà inevitabili strascichi giudiziari. Intanto nel giro di poche ore una relazione della procura generale di L’Aquila finirà nelle mani del ministro della Giustizia Carlo Nordio che deciderà, dopo averla letta, se e quali provvedimenti prendere. «Strappare un bambino dalla famiglia è un atto estremamente doloroso» su cui «bisognerà fare accertamenti profondi», aveva detto due giorni fa il guardasigilli tornando a commentare la vicenda dei bimbi di Palmoli, il giorno dopo aver discusso con la premier Giorgia Meloni della possibilità di inviare gli ispettori del Ministero per verificare la gestione del procedimento.













