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Ultimo aggiornamento: 11:56

I tre figli della coppia che vive nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti, devono vivere in una comunità perché la scelta di vita dei loro genitori rischia di ledere il diritto alla vita di relazione, articolo 2 della Costituzione, “produttiva di gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore”. Su questo si basa l’ordinanza cautelare del Tribunale per i minorenni di L’Aquila, non sul pericolo di lesione del diritto dei minori all’istruzione, con la quale i giudici hanno disposto la sospensione della potestà genitoriale a padre e madre nei confronti dei tre figli minori.

I piccoli, una bambina di 8 anni e due gemelli di 6, con i quali vivevano in un rudere fatiscente e privo di utenze e in una roulotte nel bosco a Palmoli. Il Tribunale ha disposto l’allontanamento dei bambini dalla dimora familiare e il loro collocamento in una casa famiglia, dove andrà anche la madre, e nominato un tutore provvisorio dei minori, l’avvocata Maria Luisa Palladino.

Secondo il Tribunale “la deprivazione del confronto fra pari in età da scuola elementare può avere sullo sviluppo del bambino”, che “si manifestano sia in ambito scolastico che non scolastico”. È necessario allontanare i minori dall’abitazione familiare, si legge ancora, “in considerazione del pericolo per l’integrità fisica derivante dalla condizione abitativa, nonché dal rifiuto da parte dei genitori di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge”.