Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
I nodi: confini, esercito, consenso Nato e i 100 miliardi per ricostruire. Il contropiano
Dal nostro inviato a Johannesburg
I confini che "non devono essere modificati con la forza", le eccessive "limitazioni proposte alle forze armate ucraine" e la necessità di avere il "consenso dei membri dell'Ue e della Nato" per "l'attuazione degli elementi relativi all'Unione europea e all'Alleanza atlantica". Sono i tre passaggi chiave dello statement che segue la riunione dei cosiddetti Volenterosi per l'Ucraina che ieri si sono seduti attorno a un tavolo a margine del G20 di Johannesburg. E che nella dichiarazione finale hanno messo nero su bianco le enormi perplessità degli europei sul piano di pace di Donald Trump, definito "una bozza che costituisce una base" ma che "richiederà ulteriore lavoro". Nel linguaggio felpato della diplomazia è un deciso "no". Che è di merito, ma che ha anche una funzione negoziale, visto che l'acquisizione di buona parte del Donbass e il riconoscimento della Crimea sono notoriamente questioni su cui Mosca è indisponibile a trattare e su cui Kiev dovrà evidentemente fare molte concessioni. Peraltro c'è una quarto punto del piano che l'Ue non ha gradito e sono i 100 miliardi che l'Europa dovrebbe mettere sul tavolo per la ricostruzione dell'Ucraina. Un non detto che non è un dettaglio.














