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A Roma il summit, per la prima volta senza partecipazione francese. Le linee su difesa ed economia: "Protagonisti del nostro destino"
Le bandiere, l’erba verdissima di Villa Pamphilji, i granatieri di Sardegna con i loro colbacchi lunghi di pelo d’orso, gli stucchi seicenteschi del Casino del Bel Respiro. La cornice, certo, fa il suo effetto, ma il vero evento sta nella sostanza politica, la nascita del patto tra Roma e Berlino, il possibile nuovo motore Ue.
«Questa congiuntura - dice Giorgia Meloni - impone all’Europa di scegliere se intenda essere protagonista del proprio destino o subirlo. Servono lucidità, responsabilità e coraggio per trasformare le crisi in opportunità. Occorre un cambio di passo. Subito». E Friedrich Merz, che parla di Goethe e della storica attrazione fatale per il Belpaese. «Non siamo mai stati così vicini, c’è fortissima convergenza sulle cose da fare. L’Europa deve essere sovrana e salda, semplificando la burocrazia, concentrandosi sulle questioni essenziali, dalla difesa alla competitività al sostegno a Kiev».






