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Il presidente Macron lasciato indietro dall'asse Roma-Berlino. La ricetta sul debito comune stroncata sul nascere da Merz

Alla vigilia del vertice sulla competitività europea, Italia e Germania si mostrano gomito o gomito per consolidare "l'asse" suggellato a Palazzo Chigi e accelerare quel processo di deregolamentazione Ue per ridurre la burocrazia, investire su mercato unico e strategie comuni sul commercio globale. Temi su cui i 27 leader si confronteranno domani in Belgio, ad Alden Biesen, con Ursula Von der Leyen, Mario Draghi ed Enrico Letta, estensori di due rapporti tematici su incarico di una Commissione sempre più sintonizzata con Roma e Berlino. Meloni e Merz, all'insaputa di Parigi, hanno convocato a sorpresa un pre-summit con almeno nove Paesi in cui presenteranno in tandem una piattaforma per rilanciare l'industria e semplificare le regole con una linea condivisa. Invitata pure la Francia, ma in un contesto in cui il quotidiano Le Monde parla da giorni di un "nuovo centro di gravità" europeo che vede ridursi il ruolo dell'Eliseo, anche a causa di una tensione crescente con Berlino tutt'altro che diminuita da quando Merz è cancelliere.