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Ultimo aggiornamento: 1:49

La voce di Loris Rispoli è risuonata per oltre trent’anni per non far dimenticare la strage del Moby Prince, per chiedere verità e giustizia. La giustizia non c’è mai stata per le 140 vittime del disastro navale del 10 aprile 1991 a Livorno: tra loro c’era anche Liana, la sorella amata di Loris, che a bordo del traghetto lavorava come commessa alla boutique di bordo. La verità, invece, è ancora in corso di scrittura sia pure faticosamente come sempre accade in Italia, e per una volta grazie alle commissioni d’inchiesta parlamentari (in questa legislatura sta lavorando la terza). E se su questa tragedia spesso dimenticata dall’opinione pubblica e dai media non è calato il definitivo sipario si deve anche grazie alla instancabile, irriducibile, irremovibile voce di Rispoli che ieri, sabato, si è spenta per sempre.

Rispoli aveva 69 anni ed è stato a lungo il presidente dell’associazione 140, una di quelle che hanno riunito le vittime del Moby Prince, a bordo del quale morirono in 140 tra passeggeri e membri dell’equipaggio dopo la collisione con la petroliera Agip Abruzzo, davanti al lungomare di Livorno, poco fuori dal porto. Loris era il simbolo di una battaglia combattuta per tutta la vita, che era stato costretto ad abbandonare solo di recente, per una malattia. Rimbombano ancora, dopo 28 anni, le parole che scand subito dopo la sentenza che assolse tutti gli imputati nel primo e unico processo su quella strage ormai risalente nel tempo. “Non trovo più le parole per definire questo scandaloso processo – disse parlando con il Manifesto -. E’ tutto assurdo, siamo stati in quell’aula per sei anni e per sentirsi dire alla fine: tutti assolti. Io dico: ingiustizia è fatta, ho avuto la certezza che in in questo paese giustizia non sarà mai fatta. I nostri parenti, mia sorella, li hanno uccisi un’altra volta“. Parlò di quella pronuncia del tribunale come di “una inammissibile buffonata“. Sembra uno slogan buttato lì con la pancia, invece era una definizione chirurgica, come spesso è accaduto alle prese di posizione di Rispoli.