Éstato l'uomo simbolo della lotta, quello che più di tutti ha portato avanti una battaglia incessante a nome dei familiari delle 140 vittime del traghetto che si incendiò il 10 aprile del 1991 dopo una collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada di Livorno, per ottenere "verità e giustizia" che ancora oggi quei parenti chiedono.
É morto sabato Loris Rispoli, per anni presidente del 'Comitato Moby Prince 140', poi solo 'Associazione 140': da tempo le sue condizioni di salute erano delicate dopo che il 16 febbraio 2021 fu colpito da un gravissimo infarto, le cui conseguenze e un lungo ricovero lo costrinsero a lasciare, ma solo fisicamente, la sua battaglia.
Rispoli la notte della tragedia perse la sorella Liana, imbarcata sul Moby Prince come commessa della boutique di bordo.
Fin da subito si fece promotore instancabile del coordinamento dei familiari delle vittime che dopo 34 anni passati tra processi e commissioni parlamentari, aspettano la "vera verità" sul disastro. Fu lui a a fondare l'Associazione Moby 140, di cui è stato a lungo il presidente, una di quelle che hanno riunito appunto i familiari delle vittime del Moby Prince e ad inventarsi l'hashtag '#iosono141'. Una vita intera dedicata a questo, testimoniata dalla promozione delle tante iniziative messe in campo ogni anno per tenere viva la memoria della tragedia. Domani dalle 10 il feretro di Rispoli sarà esposto alla sala del commiato dei cimiteri comunali mentre le esequie si terranno sempre ai cimiteri martedì alle 9.30.






