Se il più grande talento del Diavolo è far credere di non esistere, il più grande talento di un grillino è fingere di rifiutare i favori della Casta. C’era quasi riuscito Roberto Fico, candidato governatore dell’ammucchiata sinistra in Campania, a lasciar credere che l’ormeggio della sua “Paprika” da mezzo milione di euro in un’area militare a Nisida fosse una esigenza di sicurezza legata alla carica di presidente della Camera. A dissipare i dubbi e a svelare il bluff è stato invece il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo a una interrogazione parlamentare di Fratelli d’Italia. Un racconto affilato come un rasoio che ha fatto evaporare la narrativa del «posto barca per necessità istituzionale». Il ministro ha chiarito infatti che «è stato appurato che l’ormeggio dell’imbarcazione» di Fico «è avvenuto successivamente alla sua nomina a presidente della Camera dei deputati, in ragione di richiesta di parte del 2018», al fine di «disporre di un posto [...] in un’area sorvegliata e controllata militarmente, per esigenze di sicurezza personale». Fin qui, la norma. Poi il passaggio che smonta tutto: «Tale concessione è stata rinnovata annualmente, senza soluzione di continuità», pur «dopo la fine del mandato». Tradotto: quando le ragioni di tutela erano venute meno. Ed era comodo poter contare sull’approdo sotto casa.