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21 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 20:29

Il caso dei bambini – che vivevano in un bosco – e allontanati dalla famiglia, da fatto di cronaca si tra trasformando in un caso politico e diplomatico. Durante un incontro, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la premier Giorgia Meloni, secondo quanto riferisce l’Ansa, hanno discusso della vicenda che ha riguardato la sospensione della potestà genitoriale alla coppia. La presidente del Consiglio è allarmata per il caso ed è in attesa di ulteriori indicazioni sulla vicenda per valutare se procedere, in accordo con il Guardasigilli, all’invio di ispettori del ministero della Giustizia affinché valutino il caso. I giudici dell’Aquila hanno disposto l’allontanamento dei tre bambini, fra i 6 e gli 8 anni, che vivono in un rudere fatiscente e privo di utenze e in una roulotte nel bosco a Palmoli, in provincia di Chieti e li hanno collocati in una casa famiglia perché secondo i magistrati sono “a rischio relazioni e l’incolumità fisica”.

Prima ancora dell’interessamento della premier e di Nordio era intervenuto il vicepremier Matteo Salvini parlando di vergogna. Una dichiarazione che aveva innescato la reazione dell’Anm: “Riteniamo inopportuno ogni tentativo di strumentalizzazione di casi che, per la loro particolarità, suscitano l’attenzione dei cittadini e dei media, ricordando che la delicatissima materia nell’ambito della quale operano i colleghi in servizio presso le Procure e i Tribunali per i Minori merita rispetto e attenzione – scrive la Giunta Anm dell’Aquila – In particolare, sorprendono le parole del ministro Salvini, che ha ritenuto ‘vergognoso’ l’intervento dello Stato ‘nel merito dell’educazione privata. La Giunta esecutiva sezionale Abruzzo (Ges) – si sottolinea – esprime piena solidarietà ai colleghi della Procura e del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, bersaglio di pesanti critiche avanzate da molti commentatori e da alcuni organi di stampa in relazione al provvedimento emesso a tutela dei minori nell’ambito della ormai nota vicenda della famiglia che vive nei boschi in provincia di Chieti”. La Ges “respinge con forza – tutti i tentativi di interferire nell’attività dei magistrati che svolgono i propri compiti rispondendo esclusivamente alla legge e di delegittimare chi, ogni giorno, opera per la tutela dei cittadini (e dei più deboli tra questi)”.