Si muove la politica per il caso della famiglia nel bosco. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha disposto verifiche sulla vicenda dopo il provvedimento di allontanamento dei tre figli deciso dal tribunale minorile. Rispondendo al question time, il Guardasigilli ha spiegato di aver chiesto "con urgenza" la trasmissione di tutti gli atti, "non ancora pervenuti", e ha definito "il prelievo forzoso di un minore una misura estrema", da adottare solo dopo "un difficile bilanciamento tra l'interesse futuro del minore e quello attuale al mantenimento dello status quo".
Il ministro ha aggiunto che, qualora emergessero responsabilità, "eserciterò i poteri conferiti dalla legge". Nordio ha richiamato anche il contesto della scelta di vita dei genitori: "Dopo anni di bombardamento mediatico contro la civiltà dei consumi e l'eccessivo uso delle fonti di produzione elettriche o nucleari, quando una famiglia decide di vivere pacificamente secondo i criteri di Rousseau, a contatto con la natura, si arriva poi a provvedimenti così estremi". Il ministro ha comunque ribadito la necessità di una valutazione "con grande attenzione, sempre avendo come faro il superiore interesse del minore".
FAMIGLIA NEL BOSCO: LA TESTIMONIANZA CHOC DELLA ZIA RIBALTA TUTTO












