«È stata la notte più brutta della mia vita». Così Nathan Trevaillon, padre dei bambini dei tre bambini cresciuti in una casa nel bosco di Palmoli, Chieti, dopo la prima notte senza la sua famiglia. È arrivato il provvedimento di allontanamento dei tre, una bambina di otto anni e due gemelli di sei, disposto dal tribunale per i minorenni dell’Aquila. «Togliere i bambini a un genitore è il dolore più forte che esiste. Siamo tristi, è stata un’ingiustizia» ha poi detto Trevaillon al quotidiano Il Centro. I bambini al momento si trovano con la madre, Catherine Birmingham, in una struttura protetta. La decisione dei giudici è arrivata dopo una segnalazione dei carabinieri, avvenuta in seguito a un avvelenamento da funghi che nel 2024 aveva portato l’intera famiglia in ospedale. «Non ci hanno definiti cattivi genitori – continua il padre -. Semplicemente a loro non piace quello che facciamo. I bambini crescono fuori dal sistema e penso che per questo siamo perseguitati. Non stiamo facendo niente di male. Viviamo felici, con la natura. Perché volete togliere i bambini a una famiglia che è la più felice del mondo? Stanno distruggendo la vita di cinque persone serene». L’ordinanza cautelare del Tribunale di minori dell’Aquila si basa sul pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione, articolo 2 della Costituzione, «produttiva di gravi conseguenze psichiche ed educative a carico del minore». «La deprivazione del confronto fra pari in età da scuola elementare può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino, che si manifestano sia in ambito scolastico che non scolastico – si legge nell’ordinanza -. È necessario allontanare i minori dall'abitazione familiare in considerazione del pericolo per l'integrità fisica derivante dalla condizione abitativa, nonché dal rifiuto da parte dei genitori di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge». Di quanto accaduto hanno discusso il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la premier Giorgia Meloni. Secondo quanto trapela, la presidente del Consiglio sarebbe allarmata per il caso e sarebbe in attesa di ulteriori indicazioni sulla vicenda per valutare se procedere, in accordo con il Guardasigilli, all'invio di ispettori del ministero della Giustizia affinché valutino il caso. Anche il ministro dei Trasporti Matteo Salvini è intervenuto sul provvedimento del tribunale, prima di annunciare che andrà di persona a casa dei piccoli. «Penso che sia una vergogna, quei bambini sono stati rubati. Crescono a contatto con la natura, senza televisione, senza social, senza i servizi che hanno i nostri figli hanno a Milano e a Roma. Nei campi rom i bambini vivono nel fango, senza luce, senza acqua, senza gas e senza scuola ma lì gli assistenti sociali e le procure non fanno nulla. Conto di incontrare presto quel papà e quella mamma». «La Lega intende presentare un'interrogazione urgente al ministro Nordio – hanno fatto sapere i capigruppo della Lega di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo -. La scelta da parte del tribunale di affidare i minori a una comunità, benché non ci fossero notizie di maltrattamenti nei loro confronti, richiede assoluta chiarezza». Poi, Salvini, commentando l’ipotesi di invio degli ispettori ministeriali: «Bene che l'appello della Lega e di migliaia di cittadini venga ascoltato. Adesso si vada fino in fondo per riportare quei bambini tra le braccia di mamma e papà. Sono pronto ad andare in Abruzzo già nei prossimi giorni». «Riteniamo inopportuno ogni tentativo di strumentalizzazione di casi che, per la loro particolarità, suscitano l'attenzione dei cittadini e dei media, ricordando che la delicatissima materia nell'ambito della quale operano i colleghi in servizio presso le Procure e i Tribunali per i Minori merita rispetto e attenzione – scrive in una nota la giunta Anm dell'Aquila -. In particolare, sorprendono le parole del ministro Salvini, che ha ritenuto “vergognoso” l'intervento dello Stato nel merito dell'educazione privata».