Siamo nel mezzo della seconda rivoluzione quantistica e si è iniziato a pensare a come combinarla con la teoria dell’informazione.
Le applicazioni pratiche sono tante, e in Giappone si sta parlando persino di teletrasporto, inteso non come teletrasporto alla Star Treck, ma come connessione a distanza per il passaggio di informazioni. A fare il punto sulla situazione e sulle applicazioni pratiche è Paolo Villoresi, ordinario di Fisica sperimentale dell’Ateneo patavino, direttore del Padova Quantum Technologies Research Center dell’Università, presidente del Comitato Tecnico Strategico di Veneto Sviluppo e consulente delle rete di telecomunicazioni nipponica.
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Professore siamo di fronte a uno scenario nuovo.
«La prima rivoluzione quantistica era stata uno dei pilastri della Scienza del XX secolo, fondamentale per la spiegazione del microcosmo, per appurare come si forma la materia o in che modo stanno insieme gli atomi, e partendo da qui sono stati inventati molti oggetti di uso quotidiano, come il laser, o i transistor. In questa fase successiva, però, si è capito ben altro».






