Iconcetti della meccanica quantistica, la più sorprendente delle teorie della fisica, sono molto evocativi per la nostra immaginazione. Si pensi alla sovrapposizione quantistica, proprietà fondamentale dei sistemi quantistici come gli atomi o le particelle subatomiche di esistere in più stati contemporaneamente, o alla correlazione quantistica, che è l’intreccio, il cosiddetto “entanglement”, che lega tali sistemi, per cui possono, in un certo senso, interagire istantaneamente a distanza.

Il linguaggio verbale, a volte, è un limite alla comprensione per chi non ha sufficienti conoscenze matematiche ma, al contempo, è uno stimolo alla riflessione. “Per chi, privo degli strumenti matematici, fosse invece costretto a ricorrere solo alle metafore linguistiche, la meccanica quantistica diventerebbe alquanto nebbiosa, quando invece è di una linearità e chiarezza incredibili”, commenta Giuseppe Mussardo, fisico teorico della Sissa di Trieste e grande comunicatore. Sabato 27 settembre, alle 18, in piazza Unità d’Italia, nell’ambito del festival Trieste Next, Mussardo condurrà un incontro intitolato proprio “La Meccanica quantistica tra scienza e immaginario”: lì – spiega – si affronteranno anche “i classici temi legati alla conoscibilità del mondo e all’inadeguatezza del nostro linguaggio nell’esprimere concetti apparentemente antitetici come, ad esempio, il comportamento ondulatorio e corpuscolare”. E si parlerà anche di letteratura, degli spunti forniti dalla penna di Joseph Conrad e, poi, di quelli di Jorge Louis Borges (il suo “Il giardino dei sentieri che si biforcano” è spesso citato come descrizione metaforica dell’interpretazione della meccanica quantistica del multiverso).