Nel panorama globale dell’innovazione, il supercalcolo e le tecnologie quantistiche si stanno affermando come strumenti strategici per la competitività industriale e l’autonomia tecnologica. Le grandi potenze li utilizzano già come leve di politica economica e di influenza geopolitica. Anche l’Unione Europea ha scelto di investire con decisione, puntando a un’infrastruttura integrata che, entro il 2030, combini HPC, intelligenza artificiale e calcolo quantistico, protetta dalla rete di comunicazioni sicure EuroQCI.

La posta in gioco è alta: chi controlla la capacità di elaborare grandi moli di dati, simulare scenari complessi e proteggere le comunicazioni, detiene un vantaggio competitivo cruciale. Senza queste tecnologie, l’Europa rischia di restare dipendente da Stati Uniti e Cina, che avanzano con investimenti massicci e ritmi serrati.

In questo contesto, l’Italia può contare su un asset di rilievo: il Tecnopolo di Bologna. Qui, il supercomputer Leonardo, gestito dal consorzio CINECA, i data center dell’ECMWF e dell’INFN, e presto anche i primi computer quantistici e una AI Factory, stanno dando vita a un ecosistema unico in Europa. Le ricadute industriali sono potenzialmente enormi: dalla farmaceutica all’energia, dall’automotive alla finanza, dai semiconduttori fino alla cybersecurity, i servizi e i settori produttivi possono beneficiare di strumenti avanzati per innovare e competere.