Le tecnologie quantistiche sono ormai entrate – specialmente nell’ultimo anno, che le Nazioni Unite hanno proclamato “Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica” – nelle agende politiche, industriali e scientifiche. Strategie nazionali, programmi europei e investimenti pubblici mostrano come il controllo di fenomeni come la correlazione quantistica e l’entanglement sia considerato una leva tecnologica con ricadute su sicurezza, economia e produzione di conoscenza.

È in questo scenario che si è collocato il confronto su Opportunities and Challenges of Quantum Science and Technology, ospitato a Trieste dall’International Centre for Theoretical Physics (ICTP), in occasione centenario della nascita di Abdus Salam, uno dei protagonisti della fisica teorica del Novecento. Oltre al Premio Nobel per la Fisica nel 1979 per il contributo alla teoria elettrodebole, è noto per essere l’ideatore di un progetto che è scientifico e politico insieme: la fondazione dell’ICTP nel 1964, pensato per offrire formazione e accesso alla ricerca avanzata a scienziati provenienti da Paesi con minori risorse.

L’idea di scienza come bene comune, capace di superare confini economici e geopolitici, resta oggi centrale, mentre le tecnologie quantistiche rischiano di concentrarsi in pochi Paesi e in un numero ristretto di grandi attori industriali. La cornice del centenario ha così fornito il contesto culturale per una discussione che ha riguardato il presente e il futuro prossimo del quantum.