Il protagonista della storia di questa settimana confessa di aver “speso un sacco di soldi che non aveva”. Di fronte a un taglio di stipendio, ha fatto appello a tutta la sua resilienza per invertire la rotta
di Veronica Mazza
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“Vivevo al di sopra delle mie possibilità e non me ne accorgevo. Perché ero in un flusso di gestione delle mie entrate che credevo fosse comune a tutti: usare la carta di credito e pagare così tutto il mese successivo. E non usando i contanti, spesso perdevo il conto delle spese e continuavo a sperperare il plafond che avevo a disposizione mensilmente. Avevo un buon lavoro, guadagnavo bene, essendo single, potevo togliermi diversi sfizi, a cui non rinunciavo mai. Un piccolo universo di oggetti che promettevano una felicità immediata: l’ultimo smartphone, la cena fuori “perché ci vuole”, l’abbonamento a quella piattaforma che non usavo mai, ma che mi faceva sentire aggiornato. Ho speso un sacco di soldi, che non avevo”.
A raccontare la sua storia è Cristiano L., un marketing manager di 38 anni che vive a Roma. “Credevo di avere il controllo, ma in realtà era il contrario. Vivevo in una crisi finanziaria silenziosa, invisibile, sottile, nascosta sotto l’apparenza del benessere. E come tutte le crisi più pericolose, l’ho riconosciuta solo quando è esplosa. Da un giorno all’altro ho dovuto chiedere un prestito e poco dopo mi hanno ridotto lo stipendio. Questa situazione mi ha fatto aprire gli occhi. Ho dovuto rivedere le mie finanze e invece di sperperare ho imparato l’arte del risparmio”.






