L’uomo che ci scrive questa settimana è lucido, nel descrivere una storia accaduta solo due mesi fa. Che la psicologa commenta così: “Si tratta di una verità scomoda: molte persone non vivono la propria vita, ma quella che pensano ci si aspetti da loro”
di Veronica Mazza
5 minuti di lettura
“Pensavo che il matrimonio fosse il passo naturale della mia storia con Giulia. Ci amavamo da anni, avevamo costruito una vita insieme e, alla soglia dei quarant’anni, tutto sembrava portarci verso quel momento. Eppure, mentre preparavamo le nozze e parlavamo di un figlio, dentro di me cresceva un’inquietudine che non riuscivo più a ignorare”. Ci scrive Stefano V., un commerciante di 39 anni che vive a Torino, per consegnarci una storia mentre ancora ne vive le conseguenze. “Una settimana prima del matrimonio ho confessato i miei dubbi alla persona che mi conosce meglio di chiunque altro: la mia migliore amica, Silvia. Quella sera tutto è cambiato, perché lei ed io siamo finiti a letto insieme in modo inaspettato. Un evento che mi ha fatto capire che stavo facendo un passo che in fondo non volevo: non stavo tradendo solo Giulia ma anche me stesso, restando in una vita che non sentivo più mia”.
Come tutto è iniziato







