L’uomo che ci scrive questa settimana è lucido, nel descrivere una storia accaduta solo due mesi fa. Che la psicologa commenta così: “Si tratta di una verità scomoda: molte persone non vivono la propria vita, ma quella che pensano ci si aspetti da loro”
di Veronica Mazza
“Pensavo che il matrimonio fosse il passo naturale della mia storia con Giulia. Ci amavamo da anni, avevamo costruito una vita insieme e, alla soglia dei quarant’anni, tutto sembrava portarci verso quel momento. Eppure, mentre preparavamo le nozze e parlavamo di un figlio, dentro di me cresceva un’inquietudine che non riuscivo più a ignorare”. Ci scrive Stefano V., un commerciante di 39 anni che vive a Torino, per consegnarci una storia mentre ancora ne vive le conseguenze. “Una settimana prima del matrimonio ho confessato i miei dubbi alla persona che mi conosce meglio di chiunque altro: la mia migliore amica, Silvia. Quella sera tutto è cambiato, perché lei ed io siamo finiti a letto insieme in modo inaspettato. Un evento che mi ha fatto capire che stavo facendo un passo che in fondo non volevo: non stavo tradendo solo Giulia ma anche me stesso, restando in una vita che non sentivo più mia”.
Come tutto è iniziato
“Giulia ed io ci siamo conosciuti quando eravamo molto giovani. Avevamo 25 anni, tanta voglia di costruire il nostro futuro e la sensazione di aver trovato finalmente la persona giusta per farlo. Lei è sempre stata più forte di me, più determinata, più decisa. È una donna brillante, ambiziosa, che ha dato moltissimo alla sua carriera e che, per anni, ha scelto di mettere in secondo piano il desiderio di una famiglia. Io, al contrario, sono sempre stato più introverso. Ho un carattere mite, faccio fatica a esprimere i miei dubbi e spesso lascio che siano gli eventi a decidere per me. Forse è anche per questo che Giulia, in qualche modo, è sempre stata la parte più trainante della nostra coppia. Quando, avvicinandoci ai quarant’anni, mi ha detto di voler finalmente un figlio, ho sentito il peso di quella richiesta. Non perché non la amassi, ma perché mi sono reso conto che quella decisione rappresentava un punto di non ritorno. Ho pensato che, se dovevamo fare questo passo, allora volevo farlo nel modo giusto. Così le ho chiesto di sposarmi. Lei era felicissima. Abbiamo iniziato a organizzare tutto: la data, il ristorante, gli inviti, la casa da sistemare per accogliere un futuro bambino.






