“Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba” è ormai un riferimento costante nel linguaggio politico, tanto che anche il presidente Sergio Mattarella lo ha citato nel suo intervento al Bundestag. Uscito nel 1964, il film di Stanley Kubrick – ispirato al romanzo di Peter George – resta una delle più mordaci e visionarie denunce del militarismo e della logica atomica della Guerra Fredda. Al centro del racconto c’è la performance camaleontica di Peter Sellers, che interpreta tre personaggi diversi e iconici.

Il film nasce dalle tensioni del suo tempo: ideato e girato all’indomani della crisi dei missili di Cuba, immagina lo scenario più temuto. In una base americana, il generale Ripper – ossessionato e mentalmente instabile – lancia senza autorizzazione gli aerei B-52 armati di testate nucleari contro l’Unione Sovietica. Solo lui può richiamarli, grazie a un codice segreto noto esclusivamente al suo comando. Nella War Room, il Presidente degli Stati Uniti e i suoi consiglieri tentano disperatamente di evitare la catastrofe, mentre la follia del sistema militare si rivela in tutta la sua assurdità.

La lezione del Dottor Stranamore nell'era di Trump

Roberto Nepoti