Un vibrante appello alla pace - e un monito contro le guerre che insanguinano il pianeta - è stato lanciato ieri dal presidente Sergio Mattarella in un solenne discorso al Bundestag in occasione della Giornata del lutto nazionale in Germania. Il capo dello Stato, ospite del presidente Frank-Walter Steinmeier col quale, al di là dei vincoli istituzionali, intrattiene un legame di amicizia, ha tenuto un discorso di alto richiamo etico e ideale, ma anche fortemente politico, lanciando un accorato appello alla pace e tratteggiando un intenso escursus dello scenario internazionale, segnato da guerre che violano il diritto internazionale e mietono vittime fra i civili. Prendendo a prestito una metafora da un film iconico di Stanley Kubrick, ha detto di vedere «nuovi Dottor Stranamore» che si affacciano all'orizzonte «con la pretesa che si debba amare la bomba».

Ha ricordato che il Trattato sul bando degli esperimenti nucleari non è stato ratificato da molti stati (Cina, India, Pakistan, Corea del Nord, Israele, Egitto, Stati Uniti, mentre la Russia si è ritirata nel 2023). Sul nucleare c'è un alto rischio che si apra «il vaso di Pandora».

«C'è un linguaggio perentorio, assertivo, che rivendica supremazia», dice il capo dello Stato. Per Mattarella i trattati sono concepiti per arginare la violenza mentre c'è chi la considera uno strumento legittimo nei rapporti internazionali. Ma «la sovranità di un popolo non si esprime nel diritto di portare guerra al vicino», ha detto. «Il multilateralismo non è burocrazia, come asseriscono i prepotenti. È la voce che richiama al valore della vita di ogni singola persona, contrapposta all'arroganza di chi vorrebbe far prevalere la logica di una spregiudicata ragion di Stato».