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Il presidente Sergio Mattarella, intervenendo al Bundestag tedesco in occasione della Giornata nazionale del Lutto, ha parlato dei rischi di una guerra nucleare

"Siamo in questa Aula solenne per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza. Caduti negli abissi della storia, nelle insidie tese da altri uomini". Il presidente della repubblica Sergio Mattarella, parlando al Bundestag tedesco in occasione della Giornata nazionale del Lutto, ha ricordato che "la vita delle persone, dei popoli, delle nazioni, è colma di inciampi e di tragedie" e che "talvolta per scelte individuali, più spesso per deliberato operare di altri".

"Ci uniamo, in una giornata di memoria e di lutto, perché ricordare la nostra storia comune è esercizio indispensabile nella nostra inesauribile aspirazione alla pace", ha detto Mattarella dopo aver ricordato che " Legge Fondamentale tedesca e Costituzione italiana ripudiano, facendo propria la grande lezione derivante dal tragico secondo conflitto mondiale". Mattarella si è poi chiesto: "Quanti morti occorreranno ancora, prima che si cessi di guardare alla guerra come strumento per risolvere le controversie tra gli Stati, che ne faccia uso per l'arbitrio di voler dominare altri popoli?" E ha subito risposto: "Nie wieder". "Mai più", ossia l'espressione "adottata nella comunità internazionale per condannare l'olocausto ebraico". Il capo dello Stato ha poi aggiunto: "A 'Nie wieder' si contrappone 'wieder': 'di nuovo'. A questo assistiamo. Di nuovo guerra. Di nuovo razzismo. Di nuovo grandi disuguaglianze. Di nuovo violenza. Di nuovo aggressione".