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Ultimo aggiornamento: 15:48

All’orizzonte si affacciano “nuovi dottor Stranamore“, con la pretesa che si debba “amare la bomba“. È un’allerta chiara quella lanciata da Sergio Mattarella nel suo discorso al Bundestag. Il presidente della Repubblica, intervenuto al Parlamento tedesco per la Giornata nazionale del lutto, ha posto l’accento sul pericolo di escalation nucleare. “Siamo in questa Aula solenne per fare memoria dei caduti, delle vittime della guerra e della violenza. Caduti negli abissi della storia, nelle insidie tese da altri uomini. La vita delle persone, dei popoli, delle nazioni, è colma di inciampi e di tragedie. Talvolta per scelte individuali, più spesso per deliberato operare di altri”, ha detto il capo dello Stato.

Numerosi i richiami alla pace – “Non è un traguardo definitivo, bensì il frutto di uno sforzo incessante” – dell’inquilino del Quirinale, consapevole di parlare davanti al Parlamento di un Paese che sta compiendo ingentissimi investimenti nel campo della difesa. Mattarella ha quindi deciso di citare nel suo discorso l’indimenticabile film di Stanley Kubrick sulla bomba atomica. “Si odono dichiarazioni di altri Paesi su possibili ripensamenti del rifiuto dell’arma nucleare. Emerge, allora, il timore che ci si addentri in percorsi ad alto rischio, di avviarsi ad aprire una sorta di nuovo vaso di Pandora. Tutto questo viene agevolato dal diffondersi, sul piano internazionale, di un linguaggio perentorio, duramente assertivo, che rivendica supremazia”, ha detto il capo dello Stato. “La guerra totale esige non la sconfitta, la resa del nemico, ma il suo annientamento. Un accrescimento di crudeltà. Con l’era atomica, un solo gesto può cancellare una città e l’innocenza stessa del mondo”, ha aggiunto ancora.