Di alcuni se ne parla da settimane, mentre altri sono emersi nelle ultime ore. Sono gli emendamenti al disegno di legge della manovra per il 2026. Una lista che potrà essere aggiornata fino alle 10 del 14 novembre. A quel punto, dovrà essere consegnata alla commissione di Bilancio del Senato.

Poi partirà la scrematura, con gli emendamenti prioritari - i «segnalati» - che saranno in totale 414 (238 per la maggioranza) e andranno indicati entro martedì 18 novembre. Quel che è certo è che le modifiche andranno effettuate a saldi invariati, quindi senza variare il costo - di 18,7 miliardi di euro - della manovra.

Le ultime novità

Fra le ultime novità ci sono il dazio sui piccoli pacchi che non arrivano dall’Unione europea - sul quale, incassato il via libera dell’Ecofin, si lavora per l’anticipo già al 2026 - e l’ipotesi di una tassa sull’oro. L’idea è introdurre un’aliquota agevolata temporanea al 12,5% per la rivalutazione di monete, lingotti e placchette: un’adesione minima del 10% - come hanno simulato i tecnici - garantirebbe un gettito tra 1,67 e 2,08 miliardi di euro.

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