La scelta «sarà molto complicata». Parola di un senatore della maggioranza. Entro il tardo pomeriggio di oggi la valanga di oltre 5.700 emendamenti con i quali i partiti puntavano a riscrivere la Manovra si ridurrà a meno di un decimo. È il rito dei segnalati, le priorità della politica, i correttivi che i partiti intendono portare realmente avanti quando nelle prossime settimane, l'iter parlamentare della legge di Bilancio entrerà nel vivo con l'obiettivo di portare il testo rivisto in Aula entro il 15 dicembre prossimo.
Già dalla prima della scadenza per depositare gli emendamenti si sapeva che alla fine quelli con reali possibilità di andare avanti sarebbero stati molti di meno delle migliaia arrivate in commissione. I segnalati, saranno 414, di cui 238 della maggioranza.
Le ultime scelte si faranno soltanto oggi. La quasi totalità dei correttivi dovrà cedere il passo alle misure considerata bandiera.
I grandi temi sono quelli emersi non appena il testo della Manovra è stato inviato alle Camere. Forza Italia e Lega vogliono cancellare l'aumento della tassazione sugli affitti brevi. Il Carroccio propone di recuperare il gettito necessario a riportare l'aliquota al 21% aumentando dal 2% al 2,5% l'incremento Irap per banche e assicurazioni. E dal rincaro del contributo su istituti e compagnie, raddoppiando in questo caso a quattro punti in più, i leghisti contano anche di recuperare le coperture per allargare le maglie della pace fiscale ai contribuenti decaduti dalla rottamazione quater che hanno subito accertamenti.












