VENEZIA - È stato anticipato di una settimana, a giovedì 4 dicembre, il primo appuntamento con il processo relativo all’inchiesta Palude, chiusa dalla Procura di Venezia lo scorso maggio con una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 34 persone e 14 società, accusate a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, induzione indebita a dare o promettere utilità, impiego di denaro di provenienza illecita, false fatture.

Di fronte alla giudice per l’udienza preliminare di Venezia, Claudia Ardita, sono stati convocati quattro imputati e una società, coinvolti nell’inchiesta con ruoli di secondo piano, che hanno già raggiunto un accordo con i pubblici ministeri Federica Baccaglini e Roberto Terzo per il patteggiamento di pene che dovrebbero collocarsi, per le posizioni meno compromesse, attorno ai 12 mesi di reclusione, con la sospensione condizionale). Si tratta del dipendente comunale Gianroberto Licori e degli imprenditori Massimo Benetazzo, Jacopo Da Lio (accusati di turbativa d’asta) e Carlotta Gislon con la sua società, la Mafra srl (corruzione e false fatture). Altri imputati stanno nel frattempo siglando accordi con la Procura: tra questi ci sarebbe anche l’imprenditore Fabrizio Ormenese, che già ha patteggiato nei mesi scorsi in relazione ad una prima serie di imputazioni. Per questo motivo, la giudice ha già fissato una seconda udienza, per definire tutte le applicazioni di pena, al 22 dicembre.