MESTRE - È iniziata questa mattina, 11 dicembre, nell'aula bunker di Mestre l'udienza preliminare scaturita dall'inchiesta Palude, che vede 28 imputati tra cui il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, i suoi collaboratori Morris Ceron e Derek Donadini e il magnate di Singapore Ching Chiat Kwon, oltre a una serie di imprenditori.
Davanti al gup Andrea Innocenti, si discuterà oggi la costituzione delle parti civili. Chiederanno di essere ammessi, tra gli altri, Avm/Actv, la Cgil di Venezia, Città Metropolitana e il Comune assistito dall'avvocato Vittorio Manes. «Il Comune ha interesse a partecipare e seguire questo processo per un eventuale risarcimento dei danni, qualora fossero accertate le responsabilità contestate», ha detto il legale prima di entrare in aula. «Per questo vi è la presenza come parte civile».
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Il sindaco, difeso dal legale Alessandro Rampinelli, non è presente in aula, come aveva già annunciato nei giorni scorsi. Al centro delle accuse di corruzione contestate dai pm Federica Baccaglini e Roberto Terzo, vi sono la presunta trattativa per la vendita dell'area dei Pili, di proprietà di una delle società di Brugnaro, e la cessione a Ching di palazzo Papadopoli. L'ex assessore Renato Boraso, che ha già patteggiato a 3 anni e 10 mesi, ha raggiunto con la Procura un accordo di ulteriori 10 mesi in continuazione per gli episodi che erano rimasti fuori dall'ordinanza di custodia cautelare. Sulla sua posizione e su quella di altri cinque deciderà la gup Claudia Ardita in un'udienza fissata per il prossimo 22 dicembre.







