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Entra in vigore a giugno 2026 il nuovo Patto Ue, studiato per ridurre l'immigrazione irregolare e rafforzare il controllo alle frontiere
Il Patto sulla Migrazione e l'Asilo, una delle riforme più complesse e dibattute nella storia recente dell'Unione Europea, si appresta a entrare in una fase cruciale. Con l'entrata in vigore formale e vincolante prevista per giugno 2026, tutti i 27 Stati membri dovranno allinearsi a un nuovo quadro normativo concepito per affrontare e ridurre l'immigrazione irregolare verso il blocco. La riforma è un mosaico di atti legislativi interconnessi, ognuno dei quali mira a rafforzare la gestione dei flussi migratori e a ricostruire il clima di fiducia tra le capitali europee, logorato da anni di dispute sulla redistribuzione dei carichi.
Una delle novità più significative introdotte dal Patto è la procedura veloce per le domande di asilo, che mira a snellire e accelerare l'iter decisionale in casi specifici, ovvero per i richiedenti provenienti da un Paese considerato sicuro, o che comunque presenta una bassa percentuale di riconoscimento dell'asilo. In questi frangenti, la richiesta sarà trattata con il criterio della "direttissima", con l'obiettivo di concludere la valutazione entro tre mesi. Durante questo iter accelerato, i richiedenti dovranno essere ospitati in centri appositi e in caso di esito negativo della procedura, seguirà l'immediato rimpatrio. Il secondo elemento cardine della riforma riguarda la distribuzione degli oneri tra gli Stati membri, basato sui concetti di responsabilità e solidarietà obbligatoria.






