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Il decreto stanzia 1,4 milioni fino al 2028 e amplia la platea di chi può assistere i migranti, dopo i rilievi del Quirinale
Il decreto legge sui rimpatri volontari assistiti, approvato dal Consiglio dei ministri, stanzia poco più di 1,4 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per finanziare i compensi dei rappresentanti che assistono gli stranieri nelle procedure di rientro volontario. Il provvedimento, composto da due articoli, interviene come correttivo del decreto Sicurezza, approvato in via definitiva dalla Camera, dopo i rilievi del Quirinale sulla formulazione originaria della norma.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’istituto del rimpatrio volontario assistito, considerato dal governo uno strumento alternativo e complementare alle procedure coercitive di allontanamento. Nella relazione illustrativa si parla della necessità di favorire un “rientro consapevole e volontario” del cittadino di Paese terzo, riducendo allo stesso tempo il ricorso a misure restrittive della libertà personale.






