Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Con l’adozione è stato anche rivisto il concetto di Paesi sicuri, per offrire ai Paesi “maggiore flessibilità nel respingere le domande di asilo inammissibili”.
La lista dei Paesi di origine sicuri dell’Unione europea è stata adottata formalmente dal Consiglio dell’Ue, inserendo contestualmente una revisione concettuale che “offrirà agli Stati membri maggiore flessibilità nel respingere le domande di asilo in quanto inammissibili”. Si legge così nel comunicato successivo all’adozione, nel quale si evidenzia che le norme mirano ad armonizzare ulteriormente e a rendere più efficiente il quadro dell'Ue in materia di migrazione e asilo. “L'elenco Ue di paesi di origine sicuri aiuterà gli Stati membri a trattare in modo più efficiente le domande di protezione internazionale presentate dai cittadini di tali Paesi”, si legge nella nota.
I Paesi di origine sicuri inclusi in questa lista, che non è granitica ma può includere o escludere Paesi a seconda dell’andamento della geopolitica a livello mondiale, sono: Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. La cristallizzazione di questo elenco permetterà agli Stati europei di muoversi con coerenza nelle espulsioni e al di là di questi, comuni a tutti, ogni Paese potrà designare proprie liste di Paesi che reputa sicure. Il "modello Italia" in relazione alle migrazioni è "accettato, seguito e apprezzato anche da altri Paesi”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. "Il ruolo dell'Italia è di fare quello che abbiamo sempre fatto. Le scelte europee ci hanno dato ragione. Andiamo avanti per la nostra strada”, ha aggiunto.






