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La deputata di Avs: "Oggi i fascisti colpiscono i migranti, domani potrebbero colpire chiunque". Ciriani (FdI-Ecr): "Primo passo concreto, l'Unione può dotarsi di strumenti efficaci"
Dal Parlamento europeo arriva un passo in avanti nella gestione dei flussi migratori e dei rimpatri in Ue. I deputati della Commissione per le libertà civili (Libe) hanno approvato mercoledì 3 dicembre la designazione di un elenco comunitario di Paesi di origine sicuri con 39 voti favorevoli, 25 contrari e 8 astensioni. La lista include Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia, oltre alle nazioni candidate all'ingresso nell'Unione, a meno che circostanze specifiche, come per esempio la violenza indiscriminata nel contesto di un conflitto armato, non indichino diversamente.
Nei loro emendamenti, i deputati della Libe hanno spiegato che l'attivazione della protezione temporanea dovrebbe essere considerata una "circostanza che sospenderebbe la designazione di un Paese candidato all'Ue come Paese di origine sicuro". Alte "circostanze sospensive" includerebbero un tasso di riconoscimento delle domande d'asilo a livello comunitario superiore al 20% o sanzioni economiche legate a violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. I membri della Commissione hanno anche insistito sulla necessità di un monitoraggio costante nei Paesi designate come sicuri - o presunti tali - per reagire in caso di eventuali cambiamenti delle circostanze. Verrebbe, inoltre, data la possibilità, inoltre, di sospendere l'indicazione di Sco (Safe country of origin) per l'intero territorio nazionale o solamente di alcune regioni.







