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Il Consiglio Ue approva a maggioranza i criteri per le espulsioni rapide degli irregolari. I ricorsi giudiziari non avranno più un effetto sospensivo automatico
La svolta europea sull'immigrazione illegale, al Consiglio Ue dei ministri degli Affari interni, è una vittoria italiana: lista dei paesi di origine sicuri, via libera al modello Albania e asse con Germania e Francia sull'effetto calamita delle Ong del mare. Una Waterloo per i talebani dell'accoglienza, fautori delle porte aperte a cominciare dai giudici filo migranti.
"Gli Stati Membri potranno finalmente applicare le procedure accelerate di frontiera (così come previsto dal protocollo Italia-Albania) - ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi - e a questo si aggiunge l'importante novità che i ricorsi giudiziari non avranno più effetto sospensivo automatico della decisione di rimpatrio". A margine del Consiglio Ue a Bruxelles, che ha dato il via libera alla linea caldeggiata dal governo Meloni, il responsabile del Viminale ha sottolineato l'importanza della "definizione di una lista europea dei Paesi Terzi sicuri, dove compaiono oltre alle nazioni candidate all'adesione (come l'Albania, nda) anche Paesi quali Egitto, Tunisia e Bangladesh, in linea con i provvedimenti già adottati dall'Italia".









