Westminster nel caos: il premier Keir Starmer oggi è stato costretto a negare in Parlamento che ci sia un complotto nel partito laburista per sostituirlo, dopo che alcuni suoi stretti collaboratori avevano accusato Wes Streeting, il popolare ministro della Sanità, di essere il “Bruto” pronto a farlo fuori.

«Non ho mai autorizzato nessun attacco contro i miei ministri e considero questi attacchi del tutto inaccettabili», ha dichiarato Starmer, insistendo che il suo Governo è «unito», parola che ha suscitato ilarità tra le fila dell’opposizione conservatrice.

La leader Tory Kemi Badenoch ha avuto buon gioco a dichiarare che ormai è «guerra civile» nel partito laburista e che Starmer «ha ormai perso il controllo del Governo».

Tutto è nato da informazioni riservate che fonti interne a Downing Street hanno dato a diversi giornalisti sui presunti tentativi di sostituire Starmer alla guida del partito e del Paese e sulla determinazione del premier a resistere e restare al suo posto.

Alcuni hanno accusato Streeting, che ieri ha ribadito la sua fedeltà al premier e ha bollato come «puerili» e del tutto infondate le voci di un complotto. Altri hanno fatto il nome di Shabana Mahmood, ministra dell’Interno.