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14 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:46

Un anno e mezzo dopo l’ascesa trionfale al governo di Keir Starmer, con la schiacciante vittoria elettorale del 4 luglio 2024, l’esecutivo è in una crisi profondissima anche con il proprio elettorato, e le frizioni sembrano aver trasformato in un covo di vipere persino il cerchio magico di Downing Street. Un briefing anonimo contro il ministro della Salute Wes Streeting ha scoperchiato tensioni interne all’esecutivo: Streeting è accusato dai fedelissimi del premier di volerlo rimpiazzare. In un partito già lacerato questo episodio, e il modo in cui è stato gestito, amplificano le crepe e pongono seri interrogativi sulla tenuta della leadership di Starmer.

Cosa è successo? La crisi è precipitata martedì 11 novembre, quando briefings filtrati alla stampa britannica – ripresi dal Times e dal Telegraph – hanno dipinto Streeting come un “king in waiting”, un impaziente aspirante al trono, pronto a lanciare una sfida per la guida del Labour ora che il consenso di Starmer è a picco. Le indiscrezioni, attribuite a fonti interne a Downing Street, lo accusavano di aver coltivato alleanze trasversali per un colpo di mano, sfruttando il malcontento per le politiche economiche del governo. Ma il fatto che la Fonte sia dentro l’ufficio del premier fa capirne il nervosismo. “Hanno tentato di gettare fango contro un possibile rivale”, ha commentato un insider al New Statesman, definendo l’intera faccenda un “fiasco da manuale” che ha esposto la paranoia interna al No.10. L’indagine interna, lanciata in fretta dallo stesso Starmer, si è conclusa in poche ore: “Nessuno del mio staff ha partecipato”, ha dichiarato il premier, esonerando il suo chief of staff Morgan McSweeney, artefice della campagna elettorale vincente ma anche dei successivi errori, e da mesi al centro delle critiche.