Un anno fa era festa grande: il Labour trionfava alle elezioni con 174 seggi in più dei conservatori, spazzati via dopo 14 anni di governo, Keir Starmer si installava a Downing Street, e gli intellettuali della sinistra europea brindavano a Londra come la grande capitale del progressismo, argine contro l’ascesa dei partiti sovranisti. E oggi? Il Labour è in crisi di idee e di leadership, il primo ministro Starmer è costretto a un rimpasto d’emergenza, e Nigel Farage, il leader trumpiano di Reform Uk, vola nei sondaggi.
Le dimissioni venerdì della vicepremier Angela Rayner, la regina rossa del Labour e portavoce dell’ala sinistra del partito accusata di irregolarità fiscali legate alla sua seconda abitazione di Hove (ha pagato 40mila sterline in meno di “stamp tax”, tassa di registro), hanno innescato una mini-rivoluzione a Londra.
ANGELA RAYNER SI DIMETTE: EVASIONE FISCALE, STARMER E SINISTRA A PICCO. VOLA FARAGE
Alla fine Angela Rayner si è dimessa dall'incarico di vicepremier britannica e da numero due del Labour in se...
Con Starmer che ha ridisegnato un governo di fedelissimi, con una sterzata a destra, per affrontare i due principali problemi: il budget, da presentare a novembre, e Farage, il vero avversario politico secondo tutti i sondaggi. Il posto di vicepremier lasciato vacante dalle dimissioni brusche di Rayner è stato assegnato a David Lammy, ministro degli Esteri uscente che, con la promozione, è passato al dipartimento della Giustizia. Al Foreign Office è arrivata la veterana Yvette Cooper, che come ministra degli Interni si era distinta per la linea dura sull’immigrazione.








