Città del Vaticano, 12 nov. (askanews) – “Tra le molte forme di povertà che attraversano la Capitale, quella educativa rappresenta una delle più insidiose, perché colpisce la capacità stessa delle nuove generazioni di comprendere, scegliere e costruire il proprio futuro. A Roma sono tanti i giovani, soprattutto con famiglie di origine immigrata (seconda e terza generazioni), che vivono in contesti poveri di stimoli e di opportunità”. L’analisi viene dal nuovo Rapporto sulle povertà a Roma della Caritas che parla, anche nella capitale, di “scuole con risorse limitate, assenza di spazi per lo sport, l’arte o la musica, carenze di sostegno psicologico e sociale, situazioni familiari fragili e povertà linguistica”. Una situazione che “!alimenta disuguaglianze di partenza e prepara le condizioni dell’esclusione sociale”. Il fenomeno più allarmante, secondo il Rapporto, resta la dispersione scolastica, che assume forme diverse abbandono, assenteismo, disimpegno, lacune accumulate e che, in alcune aree della città, raggiunge livelli preoccupanti.
Il 2,3% della popolazione della capitale non possiede la licenza media. Un altro indicatore di disagio è la quota di giovani che non studiano né lavorano (NEET): nella fascia 15-29 anni rappresentano il 10,7% a Roma, valore inferiore alla media nazionale (16,1%) ma che in zone periferiche – Grottarossa Ovest, Magliana e Santa Palomba – supera il 30%.







