Milano, 11 nov. (askanews) – I giovani in Italia dimostrano di avere le idee molto chiare: 9 su 10 richiedono l’introduzione dell’educazione sessuale a scuola, desiderando affrontare temi come informazioni sulle IST e sulla protezione (54%), sul consenso nelle relazioni affettive (48%) in modo costruttivo e con il supporto di professionisti qualificati. Il 72,2% di essi, infatti, ritiene che medici, psicologi ed esperti del settore siano le figure più idonee a guidare un percorso educativo serio e informato. A confermarlo sono i dati dell’ormai storico Osservatorio “Giovani e Sessualità” di Durex , condotto in collaborazione con Skuola.net tra maggio e giugno 2025 su un campione di 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni, il quale, giunto quest’anno alla sua 8a edizione, ha per la prima volta indagato anche il pensiero dei genitori. Le risposte potranno sorprendere: quasi 8 genitori su 10 (78,6%), infatti, si dichiarano favorevoli all’introduzione di percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale nelle scuole, e addirittura il 45,3% ritiene che tali programmi dovrebbero partire già dalle scuole medie.
Questo interesse nasce, molto probabilmente, dalle preoccupazioni che albergano nei pensieri dei genitori, soprattutto in relazione agli aspetti emotivi e relazionali: il 28,7% teme, infatti, che i propri figli possano vivere relazioni tossiche e il 19,3% è preoccupato per il rischio di violenze sessuali. A seguire, timori legati alle infezioni sessualmente trasmissibili (17,1%) e al mancato uso di metodi contraccettivi (16,3%).












