Volti di donne sorridenti, sane, sicure. Viste dall’obiettivo di un’altra donna, che qui racconta i Novanta e perché non riusciamo a scrollarceli di dosso

di Marta Galli

"Sì, è stato un periodo fantastico, ma la nostalgia a cosa serve? È solo una perdita di tempo". Non aveva intenzione di fare un libro sugli anni 90 Pamela Hanson, ma tant’è. "Quando ho cominciato a mettere assieme le immagini che più amavo, mi sono resa conto che la maggior parte apparteneva a quella fase". Così l’editore ha suggerito un titolo semplice e inequivocabile: The 90s (edito da Rizzoli). "Trovo sia azzeccato, perché oggi tutti – specialmente coloro che non li hanno vissuti – sembrano così attratti da quel periodo". Il decennio, per la verità, ha più di un volto; quello di Pamela Hanson è fatto di grandi sorrisi. Era un’assidua lavoratrice, ma poi l’atmosfera sul set era rilassata, informale: "C’era grande intimità", racconta. Hanson, nata da genitori americani a Londra e cresciuta a Ginevra, non pensava alla moda quando ha cominciato a fotografare. Dopo essersi laureata in storia dell’arte in Colorado, trovò un impiego in una galleria a Boston. "Andavamo a New York per le aste, e un giorno al bar abbiamo incontrato un fotografo di moda. Come si fa a fare quello che fai tu? Gli chiesi".