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L'assist dalla Ue: "Sulle fusioni interferenze della politica"

Unicredit ha depositato ieri il ricorso al Consiglio di Stato, per riuscire a cancellare quanti più punti possibili del Dpcm che ha fatto deragliare la scalata a Banco Bpm. Una scelta che riaccende volutamente lo scontro con il governo, il quale certamente non ha gradito l'iniziativa dell'istituto guidato da Andrea Orcel (in foto). E che, sulla carta, non sembra avere grandi possibilità di successo, in particolare per quanto riguarda la prescrizione riguardante l'addio alla Russia. Paese sotto sanzioni internazionali che difficilmente i giudici (come peraltro sancito dallo stesso Tar nella sentenza dello scorso luglio) potranno negare possa costituire un rischio per la sicurezza dell'Italia.

Secondo quanto raccolto, la decisione è stata presa con voto unanime da parte dal consiglio d'amministrazione che si è svolto poche ore prima del deposito del ricorso. Unicredit non commenta. Durante il board però sarebbero emerse perplessità circa l'iniziativa e l'opportunità di intraprendere uno scontro aperto con il governo, in particolare proprio in quei membri che hanno maturato più esperienza sui meccanismi dello Stato e sul destino infausto che spesso incontrano certe battaglie.