Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il banchiere: "Bpm? Chiarezza o ci ritiriamo". Cambi nella prima linea del management
Il numero uno di Unicredit, Andrea Orcel, spara fulmini e saette all'indirizzo del ministero dell'Economia italiano e del governo tedesco, rei di mettersi di traverso alle operazioni della sua banca su Banco Bpm e Commerzbank. L'occasione è un evento di Goldman Sachs a Berlino, capitale tedesca dalla quale nei giorni scorsi il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ribadito le barricate rispetto alla prospettiva di una scalata di Commerzbank. Orcel ha detto di non capire le accuse di «opacità» del governo tedesco, sottolineando di essere stata «l'unica banca invitata» dai vertici federali al collocamento della quota di Commerz. Oggi, in Europa, sul fronte delle fusioni e acquisizioni tra banche, «c'è un nuovo attore: il governo e i politici. Non sto criticando, è un dato di fatto», ha spiegato Orcel. «Quindi bisogna tenerne conto, e noi lo abbiamo sempre tenuto in considerazione», ma «ora non si tratta solo di moral suasion, di dialogare perché se ti bloccano, ti bloccano». Poi la domanda retorica: «È una buona cosa» se i vertici di alcune banche «invece di massimizzare il valore per i loro azionisti» credono che, «poiché un'operazione non è di loro gradimento, possono andare a fare pressioni su un governo o un politico e bloccarla?».







